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Storia e curiosità del bretzel

Bretzel al cioccolato

 

Se dico bretzel… dico Oktoberfest! Il pane tipico delle popolazioni di lingua tedesca (Germania, Austria, Svizzera e Alto Adige), è infatti uno dei cibi must della Festa della Birra, in cui viene chiamato Prezel. Questo perché, a seconda delle regioni, assume nomi differenti, tra cui: Laugenbrezel, Pretzl, Breze, Brezn e Covrig.

Come tutti sappiamo, può essere preparato sia in versione dolce che salata (QUI è disponibile la ricetta), ed ha la forma di un anello con le estremità incrociate simile ad una treccia.

Storia e curiosità del bretzel: come nasce

Sicuramente avrete già sentito parlare di questo tipico pane tedesco, ma la sua storia è molto interessante e ricca di curiosità. Non si tratta solamente di acqua e farina!

I bretzel hanno un’origine molto antica e non tutti concordano su chi li abbia inventati. Per alcuni, furono creati da un monaco italiano nel 610 come ricompensa per i bambini che riuscivano ad imparare i versi e le preghiere della Bibbia. Secondo altri, invece, nacquero in un monastero del sud della Francia.

Su una cosa sono tutti d’accordo, però: la tipica forma ha origine cristiane, e ricorda le braccia incrociate di un monaco che sta per pregare. I tre buchi che si formano, rappresentano la Santa Trinità.

Storia e curiosità del bretzel: l’origine del nome

I bretzelIn origine, questi pani vennero chiamati pretiola, cioè “ricompensa” e, in seguito, italianizzati in brachiola. Con il loro attraversamento delle Alpi, assunsero il nome con cui sono oggi conosciuti.

Il termine brachium in latino significa “abbraccio”, e rimanda alla tipica forma del pane, secondo altre teorie, invece, questo nome significherebbe “tempo del riposo”, cioè il momento in cui si hanno le braccia conserte senza lavorare. Per altri ancora, il nome deriva dal suo inventore italiano che si chiamava Brescello, in dialetto Bersèl e, da qui, Bretzel. Si hanno molte leggende, sull’origine del nome, quindi, sta a voi scegliere quella che più vi piace.

Storia e curiosità del bretzel: la tostatura

Un’altra curiosità riguarda la tostatura che venne creata da un fornaio che si addormentò sul lavoro, in quanto prima essi erano consumati semi crudi.

Storia e curiosità del bretzel: il significato religioso

Nella Chiesa Cattolica questo tipico pane aveva un gran significato religioso: si poteva mangiare solo nel periodo della Quaresima ed era realizzato con una ricetta molto semplice, utilizzando esclusivamente acqua e farina. Nel periodo pasquale era proibito mangiare uova, strutto e prodotti derivati dal latte (burro, formaggi, etc.), per questo i bretzel venivano consumati in grandi quantità.

In seguito (nel 1450 circa in Germania), furono associati alla domenica di Pasqua e venivano nascosti il mattino della festività, proprio come oggi si fa con le uova.

Una leggenda narra che i bretzel arrivarono in America a bordo della nave Mayflower intorno al 1710.

Come preparare i bretzelStoria e curiosità del bretzel: a tutto Oktoberfest!

Ma torniamo al nostro Oktoberfest: tipicamente, a Monaco di Baviera il pane è accompagnato dai WeiBwurst, cioè dei wurstel bianchi di vitello, senape a volontà e un gran boccale di birra.

Un’attenzione in più merita la creazione della tipica forma: ci vuole molta esperienza per riuscire a creare un bretzel perfetto in tempi brevi. Alcuni fornai impiegano anni prima di riuscirci. Non scoraggiatevi, quindi, se alle vostre prime armi, non riuscirete a dare all’impasto la forma che desiderate. Sicuramente, già dai successivi, vi avvicinerete all’originale.

A Monaco i bretzel vanno assolutamente assaggiati! Se non volete intraprendere la preparazione a casa, vi consigliamo vivamente di provare questa specialità in uno dei numerosi stand all’interno dell’Oktoberfest o nei numerosi fornai che troverete nel Paese. Non potete lasciare la Germania senza averlo assaggiato!

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Cassandra Testa

Blogger at Viaggiando A Testa Alta
Sono una giovane ragazza di Milano. Attualmente sto lavorando e studiando nell'ambito informatico. Una delle mie più grandi passioni è viaggiare, infatti gestisco il blog Viaggiando A Testa Alta (http://viaggiandoatestaalta.it) in cui racconto le mie avventure.
Adoro visitare nuovi Paesi e scoprire le culture locali.
#LastCallForWhereverYouWant
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